NOSTALGHIA

Come si fa ad abbandonarlo!
E’ una vita che mi segue.
Fedele compagno da sempre.
Eppure arriva un giorno in cui si dice: anno nuovo, vita nuova.
Debbo fare spazio nella mia vita perciò mi debbo liberare di lui
anche se con molto dolore.
Non lo posso più tenere con me.
Lo so che è un gesto egoistico, ma cosa ci posso fare?
Voglio il mio spazio e lui mi impedisce di ottenerlo.
Ho deciso.
Vado a studio e senza ripensamenti, lo carico in macchina e lo
vado ad abbandonare sul Raccordo Anulare.
Conosco un posto dove nessuno mi vede e così non mi può
denunciare nessuno per abbandono.
Altro che campagne di sensibilizzazione!
Ma “chissenefrega”!
Mi sono rotto le scatole di vedermelo sempre intorno.
Non ne posso più.
Anch’io ho bisogno della mia libertà!
Ho deciso vado a studio e questa volta non mi faccio impietosire.
Bisogna essere decisi a volte, anche se è duro!
Sono sceso come mi ero programmato e lui è sempre li, pronto
per me.
Lo guardo.
Lui mi guarda, ma io senza pietà lo prendo di peso e lo porto
nell’altra stanza.
Dovrà capire chi comanda!
Gli faccio una carezza e lui si illumina tutto.
Non voglio cedere.
Questa è la volta buona che lo abbandono.
Non ne posso più di lui!
Chissà se mi risponde ai comandi come faceva una volta?
Mi imposto e do l’ordine.
Lui puntualmente risponde al comando.
Allora voglio vedere fino a che punto è disposto ad ubbidirmi.
Altro comando più difficile e lui zak risponde con precisione.
“Che cazzo!” Mi dico.
Possibile che dopo tutti questi anni passati insieme lui non si sia
ancora stancato di me?
No, sembra proprio di no.
Risponde ai comandi proprio come faceva quando era cucciolo.
Come faccio ad abbandonarlo?
Siamo a studio solo noi due.
Io lo guardo di nuovo.
Lui mi guarda in quel modo che solo lui è capace di guardare.
Una lacrima scende sul mio viso.
E’ anziano, ma ancora mi fa compagnia.
Nei momenti più bui della mia vita lui mi è sempre stato vicino.
No, anche oggi non riesco proprio a prendere la drastica decisione
di abbandonarlo sul Grande Raccordo Anulare di Roma.
Caro e dolce vecchio Macintosh!

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